Pittura

La pittura su vela di Berico

Perché è importante la vela al terzo per la pittura di Berico?

Perché è proprio della vela al terzo, così comune nella marineria dell’alto Adriatico, che nasce l’ispirazione della pittura su vela dell’artista.
La Vela al terzo, ha forma di trapezio irregolare e si chiama così poiché è issata sull’albero della nave ad un terzo del lato di sopra inferito al pennone superiore.
Dal XVII secolo, nella navigazione dell’alto Adriatico, la vela al terzo è sostituita alla vela latina, di forma triangolare.
La superficie della vela al terzo è formata da sferzi, cioè strisce di tessuto che sono cucite verticalmente lungo le cimose affiancate; gli sferzi sono cuciti con due cuciture a sopraggitto.
Dalla vela al terzo pendono i terzaroli, fila di cordicelle cucite in fila parallela, orizzontalmente, con cui si tiene legata la vela arrotolata.
Ai quattro angoli della vela, si cuciono dei rinforzi, tagliati in forma quadrangolare per i due lati inferiori e trapezoidale per i due lati superiori.
Le Vele erano generalmente confezionate dai proprietari della barca, che provvedevano anche alla sua manutenzione.

La tecnica di colorazione delle vele è realizzata con le terre diluite in acqua.
Tracciati i contorni del disegno, il colore si passa con una spugna o con una scopetta di saggina.
La colorazione avviene prima su un lato e poi sull’altro e quando è asciutta, la vela è immersa in mare per sciogliere l’eccesso di colore e poi è messa ad asciugare.
La colorazione della vela ha lo scopo di proteggere il tessuto, prevalentemente cotone, ma anche canapa e canapa misto lino e di far sì che si distingua a distanza.
Inoltre nella colorazione velica è adottato un simbolo che contraddistingue la famiglia proprietaria, così che si è creata una vera e propria “Araldica Pescatoria”.
I simboli, generalmente figure di animali, rappresentazioni sacre o figure geometriche, sono poste al centro della vela, detto corpo. Generalmente la punta della vela e la parte inferiore o tressa, sono di colori diversi rispetto al corpo.

LA TECNICA PITTORICA DI BERICO

La pittura su vela di Berico, coniuga la tecnica marinaresca di confezione e colorazione della vela al terzo dell’alto Adriatico con la ricerca sul colore e l’estro compositivo personale dell’artista.
Berico fa rivivere l’antica tecnica di realizzazione della vela al terzo creando meravigliosi cromatismi, inattese composizioni; evidenzia particolari della lavorazione della vela in cui la materia e l’opera si rivelano allo sguardo con immediatezza e poesia.
Le tele salate, colorate con le terre, lavate con l’acqua di mare e asciugate all’aria, al garbino, quando c’è, infine cucite in casa con amore, sono fantasiosi frammenti della memoria del navigare in Adriatico.
Le Vele di Berico hanno colori solari e intensi che evocano i riverberi del sole e dell’acqua nelle tonalità sfumate e calde e il movimento dei venti e delle onde nelle pieghe e increspature della stoffa, nelle concrezioni di colore.

IL PERCORSO ARTISTICO DELLA PITTURA SU VELA

Il percorso artistico di Berico inizia con la confezione delle vele delle barche da pesca della sua famiglia, la vela al terzo con il corpo giallo ocra su cui campeggia l’asso di bastoni blu e rosso delle piacentine e la punta color mattone.
Dalle vele variegate e solari della marineria di Cesenatico trae ispirazione Berico.
Le sue prime pitture su vela, rispecchiano nelle tonalità delle terre la policromia dalla tradizione marinaresca d’alto Adriatico: gli ocra che sfumano nel giallo, i rossi sbiaditi, i marroni caldi e intensi, il mattone, con le presenze di blu e rosa, sfumati, pennellate di viola.
Citazioni della forma della vela al terzo le toppe, i terzaroli, le cuciture annodate.
Successivamente, la fantasia di Berico spazia sulla vela come la fantasia del pittore sulla tela bianca e compone, le toppe di forma e grandezza inusuale, i colori arditi e decisi, intensi azzurri e blu pervinca, gialli luminosi, verdi muschio opachi.
Le toppe compongono il frammento di vela e formano collage, a volte evocativi di forma simboliche.
La ricerca di nuove forme e colori, porta a sperimentare anche il disegno, grandi ancore o i simboli delle piacentine, come l’asso di spade che campeggia in un campo ocra o i simboli dei denari e delle spade.
Spesso le vele dipinte sono tagliate e divengono parte di una composizione in cui il dettaglio del disegno, accennato, stupisce, meraviglia.
Si coglie allora la composizione soprattutto, il cromatismo d’insieme.
Nell’ultima fase, i decori stampati, che riprendono le geometrie degli antichi mostravento delle imbarcazioni d’Adriatico e le inserzioni di colore, le pennellate materiche, suggeriscono una sovrapposizione di forme che si intuiscono nelle diverse stesure del colore.
I decori a stampa, evanescenti presenze grafiche sulla tela, accentuano l’effetto di profondità visiva, che le geometrie dei piani intersecatesi, i campi di colore, i frammenti di stoffa cuciti, creano.
Le sfumature intense e inaspettate spesso sono date dalle lavature dell’opera nell’acqua salata; l’effetto naturale e casuale che dà il movimento dell’acqua è suggestivo, rimanda da colore a colore.

Lia Briganti